“Stop the bleed”. Ovvero ferma l’emorragia.

È questo l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione e formazione promossa dalla Società italiana di chirurgia d’urgenza e trauma in modo che chiunque si trovi ad assistere a un evento traumatico possa intervenire, con semplici mosse, per controllare l’emorragia e aiutare la vittima in attesa dei soccorsi.

Le emorragie, infatti, rappresentano la causa del 40% delle morti immediate dopo un trauma, ma anche la principale causa delle morti che potrebbero essere evitate con semplici manovre.

Si stima che bastino 5 minuti per morire di emorragia mentre il primo soccorso sanitario, in media, arriva dopo tempi più lunghi. Le persone presenti sul luogo dell’evento potrebbero intervenire subito e quindi colmare questo gap.

L’obiettivo della campagna “Stop the Bleed” è proprio quello di salvare vite attraverso un’adeguata formazione della popolazione, così come avvenuto per altre campagne di formazione quali quelle che insegnano le manovre di rianimazione cardiopolmonare o quelle anti-soffocamento (manovra di Heimlich).

Pensiamo a quanto potrebbe essere utile, ad esempio per la sicurezza dei nostri figli, che il personale scolastico sia formato per l’intervento in caso di gravi emorragie, o che in ogni ufficio pubblico, centro commerciale, stazione della metropolitana e perché no, in ogni automobile privata o delle Forze di Polizia ci sia un kit con l’occorrente per fermare un’emorragia.

Già dal 2013, negli Stati Uniti, a causa del crescente numero di attentati, un gruppo multidisciplinare formato da medici, militari, forze di polizia, vigili del fuoco, servizi di emergenza, Fbi e Consiglio di sicurezza nazionale stilò raccomandazioni per la risposta iniziale alle emorragie potenzialmente mortali in caso di maxi-emergenze.

È necessario che anche in Italia si crei una coscienza collettiva a riguardo e che prenda piede un programma educazionale che insegni come utilizzare le proprie mani o semplici strumenti per controllare le perdite di sangue.