Giornata Mondiale del Diabete

14 Novembre

In Italia, ormai, sono quasi quattro milioni le persone che vivono con il diabete: tale patologia, se non curata bene, può portare complicanze che riguardano molte parti del corpo tra cui il cervello, gli occhi, il cuore, i reni e il sistema nervoso.
A far luce sul diabete, il 14 novembre torna la Giornata Mondiale, data scelta perché celebra la nascita del fisiologo canadese Frederick Grant Banting che, insieme a Charles Herbert Best, nel 1921 scoprì l’insulina.
La ricorrenza è stata istituita nel 1991 dalla International Diabetes Federation e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità per educare e informare l’opinione pubblica sul diabete. In Italia, essa mette in campo almeno un migliaio di iniziative legate alla conoscenza della patologia.

Attualmente la medicina distingue tre forme di diabete:

  • Diabete di tipo 1
  • Diabete di tipo 2
  • Diabete Gestazionale

Diabete di tipo 1

Un tempo chiamato diabete insulino-dipendente o diabete giovanile, riguarda il 10% dei casi di diabete e in genere insorge a partire dall’infanzia o dall’adolescenza.
Nel diabete di tipo 1, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: essendo una condizione irreversibile, è necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita.
Questa tipologia di diabete è classificata tra le malattie autoimmuni, cioè legate ad una reazione del sistema immunitario contro l’organismo, che riconosce le cellule beta come estranee.
L’insulina è un ormone proteico fondamentale secreto dalle cellule delle isole di Langerhans del pancreas, che stimola l’assunzione del glucosio nelle cellule muscolari e adipose e, insieme al glucagone, partecipa alla regolazione dei livelli ematici di glucosio;
Le cause del diabete di tipo 1 sono ancora sconosciute ma alla base di questa patologia vi è una predisposizione genetica.

Diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 rappresenta la forma più comune di diabete e interessa circa il 90% dei casi di questa malattia.
La patologia, generalmente, si manifesta a partire dai 40 anni di età e i fattori di rischio associati alla sua insorgenza sono molteplici. La classificazione ufficiale identifica il diabete di tipo 2 come un difetto della secrezione insulinica. Il problema principale non è l’assenza di insulina ma l’incapacità da parte delle cellule dell’organismo di utilizzarla. (insulino resistenza)
La causa dell’insorgenza della patologia è ancora sconosciuta ma è certo che i fattori di rischio legati ad essa sono numerosi.
Tra questi possiamo citare: 

  1. Familiarità
  2. Sovrappeso
  3. Scarso esercizio fisico

Il diabete di tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni poichè l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e all’inizio non comporta sintomi evidenti come quelli del diabete di tipo 1.
Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico come per esempio infezioni.

Diabete gestazionale


Per diabete gestazionale si intende un aumento dei livello di glucosio che viene rilevato per la prima volta in gravidanza.

È una condizione che si verifica circa nell’8% delle donne incinta.
Generalmente tale patologia tende a scomparire al termine della gravidanza, tuttavia le donne che ne hanno sofferto rischiano di sviluppare più avanti il diabete di tipo 2.
Questa condizione può portare anche a delle conseguenze gravi: si consiglia di rimanere costantemente sotto controllo medico e di seguire una dieta finalizzata a garantire il giusto apporto calorico per evitare episodi di ipoglicemia e iperglicemia.